Nel leggere Piombo e latte (Bompiani) ho provato la felicità che provo quando vedo in una storia che scrivo o leggo l’accensione di un elemento di attenzione anormale, raro e singolare, che si rivela parte di un disegno più grande, nascosto, una tragedia fatta di pezzi apparentemente lontani, che viene mostrata senza ricorrere a spiegazioni razionali, ma offrendo una catena di eventi collegati in maniera tanto sorprendente quanto evidente.