Il pm Francesco De Tommasi ha chiesto per iscritto spiegazioni al direttore del carcere di Bollate, al responsabile dell’equipe trattamentale dei detenuti e a una psicologa sulla visita che i tre professionisti — senza però avvisare gli inquirenti o chiedere se per caso vi fossero controindicazioni — hanno fatto all’Hotel Berna lunedì 12 maggio (all’indomani del suicidio dalle terrazze del Duomo del detenuto Emanuele De Maria, evaso dal lavoro esterno in hotel) per incontrare la direttrice e il personale dell’albergo: quello in cui lavoravano sia De Maria (condannato a 14 anni e 3 mesi nel 2018 per l’assassinio di una giovane tunisina nel 2016), sia i due colleghi che De Maria venerdì 9 maggio ha assassinato e ferito gravemente, e cioè la 50enne italosrilankese Chamila Wijesuriya con cui aveva allacciato una relazione, e il collega egiziano Hani Foua Abdelghaffar Nasr.
Milano, le confidenze di Chamila a una collega: Emanuele De Maria le chiedeva dei soldi
La donna è stata uccisa dal killer che poi si è suicidato buttandosi dal Duomo. Il pm chiede spiegazioni ai vertici del carcere di Bollate: perché la visita in hotel dopo il suicidio del detenuto?








