Emanuele De Maria avrebbe coltivato «relazioni affettive» nell'ambito lavorativo. Lo ha scritto il pool di educatori e psicologi del carcere di Bollate in una delle due relazioni inviate, rispettivamente nel 2023 e 2024, al tribunale di Sorveglianza di Milano per chiedere l'approvazione del regime di lavoro all'esterno (articolo 21 dell'ordinamento penitenziario) presso l'Hotel Berna di via Napo Torriani del 35enne che in 48 ore ha ucciso la collega 51enne Chamila Wijesuriy, con cui aveva storia, ferito un altro collega e poi si è suicidato, gettandosi dal Duomo. Da quanto si apprende le «relazioni affettive» si sarebbero riferite a rapporti amicali con i colleghi di lavoro.

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Questa mattina è arrivata al presidente della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Ondei, la richiesta del ministro della Giustizia Carlo Nordio di ricevere copia di tutti gli atti del fascicolo trattamentale-penitenziario di De Maria che saranno notificati in via Arenula a stretto giro. In una delle due relazioni si parlerebbe inoltre di persona «totalmente equilibrata che non presenta scompensi psichici».

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