«Nel computer o sulle chiavette potreste trovare un mio scritto sul delitto di Garlasco. È un vecchio articolo fatto durante un laboratorio di giornalismo...». Andrea Sempio lo dice ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano durante la perquisizione di mercoledì mattina mentre è con la sua legale Angela Taccia. È un ricordo banale. Ma in questa storia, come sempre nelle inchieste per omicidio, niente è sottovalutabile. Per questo gli inquirenti sono alla ricerca del testo di quell’elaborato sia sui supporti informatici finiti sotto sequestro, sia alla sede della fondazione di Pavia dove nel 2013 Sempio partecipò a un corso post diploma.