Un articolo sul delitto di Garlasco come altri centinaia che sono stati scritti da quel 13 agosto 2007 in cui Chiara Poggi, 26 anni appena, venne trovata morta nella villetta di Garlasco in cui abitava con la famiglia.
Nulla di strano, se non fosse per l'autore, Andrea Sempio.
Due volte indagato, e due volte archiviato, il 37enne è finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Pavia, dove comparirà martedì pomeriggio per essere interrogato. "Stiamo preparando l'eventuale strategia", dice l'avvocato Angela Taccia, che lo difende insieme al collega Massimo Lovati.
Per la seconda volta in meno di una settimana, Sempio è tornato oggi dai carabinieri per la restituzione di un telefono cellulare sequestrato mercoledì nel corso della perquisizione a cui è stato sottoposto. "Solo fumo negli occhi", ha commentato a caldo l'avvocato Lovati, che ha definito come tale anche la ricerca della possibile arma del delitto nel canale di Tromello, a una manciata di case dalla villetta di Garlasco. Gli attrezzi da lavoro - tra cui un martello a coda di rondine come quello scomparso da casa Poggi - trovati sul fondo della roggia che scorre accanto alla casa della nonna di Stefania e Paola Cappa, le gemelle cugine di Chiara Poggi a cui nelle prossime settimane verrà prelevato il Dna, dovranno ora essere esaminati per stabilirne l'eventuale compatibilità con le ferite trovate sulla vittima.







