Come raccontato da Sempio in più occasioni, il 13 agosto 2007 lui si sarebbe recato a Vigevano per acquistare un libro, poi sarebbe passato a casa di sua nonna a Garlasco e, infine, a pranzo a casa dei suoi genitori. Per supportare la sua versione, il 37enne aveva conservato in casa il tagliando del parcheggio di Vigevano in cui sostiene di aver sostato il giorno dell’omicidio di Chiara: “Sono andato lì, ho trovato la libreria chiusa e sono andato a fare un giro in piazza. Lo scontrino è stato fatto da me e poi ritrovato dai miei genitori qualche giorno dopo. Data la situazione, lo abbiamo tenuto. Perché lo porto un anno dopo? Perché mi viene chiesto un anno dopo, nei primi interrogatori non me lo chiedono. Se non me lo chiedevano restava lì nel cassetto”, spiega Sempio. Dato che la libreria era chiusa, racconta ancora, avrebbe deciso di tornarci il giorno dopo, come dimostrerebbe un altro scontrino che lui ha conservato: “Non c’è una ragione specifica per cui lo abbiamo tenuto, è rimasto anche quello e i miei hanno deciso di tenerlo. In realtà non sono gli unici, durante le perquisizioni avevano trovato altri biglietti del parcheggio con date casuali”, commenta.

Una volta tornato da Vigevano, Sempio racconta di aver trascorso il resto della giornata con i suoi familiari. E, nel primo pomeriggio, di essere passato in due occasioni di fronte alla villetta Poggi, dove nel frattempo si stavano radunando le Forze dell’Ordine dopo il