Chiara Petrolini avrebbe ucciso e sotterrato nel giardino di casa a Traversetolo i suoi due figli, partoriti ad un anno di distanza, agendo in uno stato di profonda alterazione psichica, tale da escludere, all'epoca, la capacità di intendere e di volere.
Sono le conclusioni di una consulenza di parte di 120 pagine depositata dalla difesa, prima dell'udienza preliminare.
E se l'avvocato della 21enne, Nicola Tria, non ha formalmente chiesto al giudice di disporre una perizia psichiatrica, il deposito agli atti dell'elaborato firmato dagli specialisti Giuseppe Cupello e Stefano Bramante lascia presagire quale sarà il tema principale del processo: la condizione mentale della giovane imputata, accusata di due omicidi premeditati di neonati e altrettante soppressioni di cadavere, reati da ergastolo. Sempre i consulenti della difesa avrebbero valutato l'imputata come attualmente non socialmente pericolosa. La Procura di Parma, che aveva fatto esaminare la giovane da propri consulenti in fase di indagine, aveva invece raggiunto un esito diametralmente opposto, ritenendo il comportamento di Chiara quello di una persona che agisce con lucidità. Anche un accertamento delegato al Racis dei carabinieri va in questa direzione. La Gup Gabriella Orsi ha ora a disposizione anche queste carte per decidere, forse già venerdì prossimo, se rinviare a giudizio la 21enne davanti alla Corte di assise. Nella prima giornata di udienza si è discusso solo di questioni tecniche, con la costituzione delle parti civili.








