«I fatti di interesse processuale si sono svolti in presenza di condizioni non più presenti né ripetibili». E' quanto scrivono i giudici della prima sezione di Cassazione nelle motivazioni della sentenza del 25 febbraio scorso con cui aveva confermato i domiciliari per Chiara Petrolini, la giovane accusata di avere ucciso e occultato i cadaveri dei figli appena partoriti.