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26 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:11

Immatura, fragile ma capace di intendere e volere. La Corte d’assise di Parma aveva disposto una perizia psichiatrica su Chiara Petrolini, la 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati, nati a un anno di distanza l’uno dall’altro. La perizia, condotta dalle psichiatre Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, ha concluso che la giovane imputata era pienamente capace di intendere e di volere. Le perite non hanno riscontrato patologie psichiatriche che possano aver inciso sulla sua capacità di agire consapevolmente, nemmeno in relazione alla gravità degli atti di cui è accusata.

Le due esperte hanno affermato che Chiara Petrolini era in grado di stare in giudizio, ma hanno anche sottolineato come la giovane presenti un quadro psicologico complesso. Secondo le psichiatre, la ragazza risulta immatura sotto vari aspetti. “Rispetto al comportamento osservabile, appare infantile, con atteggiamenti e modi di esprimersi che non sempre sono adeguati al contesto”, scrivono le perite. Petrolini non avrebbe raggiunto in pieno le tappe evolutive della sua età e, a loro avviso, avrebbe un adattamento superficiale alla vita adulta. “Mostra un’immagine di sé stessa iperadattata, ma in realtà c’è una forte dissonanza tra la sensazione soggettiva e l’immagine che vuole mostrare agli altri”, si legge nel documento. Questo immaturo sviluppo psicologico, seppur non ritenuto patologico, è stato ritenuto sufficiente a influire sul comportamento della giovane, ma non al punto da ridurre la sua responsabilità penale.