Il casus belli, gli scontri e, ora, una tregua che sembra già precaria sul nascere. La Libia, il quarto Paese più esteso dell’Africa, si trova nel vivo di una delle ondate di violenze più brusche degli ultimi anni fra le milizie che controllano Tripoli, la capitale di un gigante spaccato da oltre un decennio fra un ovest nel perimetro del cosiddetto governo di unità nazionale di Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh e un est sotto l’autorità del governo di stabilità nazionale del maresciallo Khalifa Belqasim Haftar.

Le violenze sono dilagate con l’uccisione di Abdulghani Kikli, il comandante di una delle milizie più influenti sul territorio: la Stabilisation Support Apparatus (Ssa).