Ancora ore di tensioni e di scontri nella guerra tra milizie a Tripoli. Nella serata di ieri le forze di sicurezza libiche del governo di unità nazionale hanno aperto il fuoco sui dimostranti che stavano protestando di fronte alla residenza del premier Abdelhamid Dbeibah per chiederne le dimissioni e davanti alla sede dell'ex Apparato di supporto alla stabilità, occupata dopo l'uccisione di Al Kikli dalla Brigata 444 ad Abu Slim. Stando a quanto riportato dai media locali diverse centinaia i giovani stavano manifestando nella capitale libica, dove da ieri è entrato in vigore un fragile cessate. Mel frattempo la paura aumenta e sono molti gli italiano in fuga dal Paese.