Il fatto che il famigerato (almeno una volta) spread, ovvero la differenza di rendimento a dieci anni tra i nostri Btp e quelli tedeschi, sia sceso sotto i cento punti, per poi risalire, è un successo nazionale. Va riconosciuto da tutti. Anche dall’opposizione. Perché altrimenti, andando a ritroso nella storia recente del nostro Paese, perderebbero di valore alcune scelte, anche drammatiche, compiute quando lo spread sfiorava i 600 punti ed eravamo, nel 2011, sull’orlo del fallimento (evitato dal governo Monti).