Il fatto che il famigerato (almeno una volta) spread, ovvero la differenza di rendimento a dieci anni tra i nostri Btp e quelli tedeschi, sia sceso sotto i cento punti, per poi risalire, è un successo nazionale. Va riconosciuto da tutti. Anche dall’opposizione. Perché altrimenti, andando a ritroso nella storia recente del nostro Paese, perderebbero di valore alcune scelte, anche drammatiche, compiute quando lo spread sfiorava i 600 punti ed eravamo, nel 2011, sull’orlo del fallimento (evitato dal governo Monti).
Spread, date a Giorgia quel che è di Giorgia
Bisogna riconoscere a Meloni e al ministro dell’Economia Giorgetti di aver raggiunto un risultato importante per il Paese. Con una prudenza, nella gestione della finanza pubblica, al limite dell’austerità. Quella che sta al primo posto dell’elenco delle infamie economiche combattute, per anni, dai sovranisti con tutte le loro forze







