Sembrava tutto perduto. Sascha Zverev in possesso di quattro set point: sarebbe bastata una sola di quelle saette di servizio che viaggiano stabilmente sopra i 210 km all’ora, provenienti da un’altitudine di 198 centimetri, per interrompere la favola di Lorenzo Musetti, il ragazzo della nouvelle vague azzurra a cui gli dei del tennis hanno assegnato così tanti talenti che per mettere ordine in quella moltitudine di scintille scoppiettanti è servito tempo, come a un supereroe terrestre che debba imparare a gestire i suoi poteri. Ma le strade di Musetti al Foro Italico sono infinite, non a caso è il primo giocatore italiano a raggiungere la semifinale, nella stessa stagione, in tutti e tre i Master 1000 sulla terra battuta (Montecarlo, Madrid, Roma).