Alle donne di oggi può sembrare preistoria, ma fino a qualche decennio fa avere le gambe inguainate da un paio di calze velate era un lusso. C'era solo la seta allora, o al massimo il Rayon (la “seta artificiale”). Poi i ricercatori dell’americana DuPont – guidati da Wallace Carothers – inventarono un nuovo materiale, specificamente pensato per il pubblico femminile.
In principio solo le impiegate dell'azienda – e le mogli e le figlie dei dipendenti – poterono provare i nuovi ambitissimi collant. Tutto cambiò un giorno del 1940, il 15 maggio, quando a New York i grandi magazzini iniziarono a vendere calze realizzate con la nuova fibra sintetica, “resistente come l’acciaio e delicata come una ragnatela”. Fu un trionfo, centinaia di migliaia di capi venduti in un giorno. Iniziava la rivoluzione del Nylon. Poi, l’anno successivo, gli Stati Uniti entrarono in guerra contro il Sol Levante e tutta la produzione del tessuto fu spostata sui paracadute (che prima erano fatti di seta, che veniva largamente importata dal Giappone). Se gli Alleati hanno vinto è stato anche grazie al Nylon, dunque. Non a caso una popolare leggenda metropolitana sostiene che il nome della fibra sia l’acronimo della frase “Now you lost, old Nippon”.






