Sono tre parole che potrebbero restargli attaccate addosso per il resto della sua carriera politica: la Gran Bretagna rischia di diventare una «isola di stranieri», ha detto il primo ministro britannico Keir Starmer quando ha presentato lunedì la sua stretta sull’immigrazione. Frasi che hanno riportato subito alla memoria il famigerato discorso pronunciato nel 1968 dal deputato conservatore Enoch Powell, che evocò «fiumi di sangue» come conseguenza dell’immigrazione incontrollata, che stava rendendo gli inglesi «stranieri nel loro stesso Paese». Powell venne accusato di razzismo, fu sospeso dal suo partito ma diventò una specie di icona per la destra più radicale. Da Downing Street in questi giorni si sono affannati a spiegare che Starmer non intendeva citare Powell, ma hanno ribadito che «problemi difficili richiedono un linguaggio duro e politiche dure».
Le tre parole che inguaiano Starmer
La Gran Bretagna rischia di diventare una «isola di stranieri», ha detto.<b> </b> Frasi che hanno riportato subito alla memoria il discorso pronunciato nel 1968 dal deputato conservatore Enoch Powell







