MILANO In principio fu Bettino Craxi (e un po’ anche Umberto Bossi) per la madre di tutte le astensioni. Quella che fu consigliata agli elettori nel referendum del 9 giugno 1991 per l’abolizione delle preferenze voluto da Mariotto Segni e che si rivelò un clamoroso boomerang perché l’affluenza fu del 62,5 per cento con una percentuale bulgara di sì (95,6 per cento). Quella battaglia minò alle fondamenta la Prima Repubblica che poi nel giro di due anni cadde rovinosamente sotto i colpi di Mani Pulite.
Referendum, da Craxi a Renzi fino a Berlusconi: l’antica tentazione dell’invito al mare
Tutti i partiti, da sinistra a destra, hanno sostenuto i referendum ma anche la possibilità di astenersi per farli fallire







