Assomiglia a una marcia trionfale quella di Donald Trump attraverso il Golfo Persico e/o Arabico: la Casa Bianca ancora non si è espressa sul nome ufficiale da dare anche a questo golfo.

Re, principi ed emiri; miliardi e miliardi d’investimenti, bitcoin, armi, nucleare civile, progetti immobiliari, golf club e jumbo jet. Ma c’erano due convitati di pietra in questa festosa processione di ottimismo e benessere: Gaza con il suo massacro quotidiano e Bibi Netanyahu, il premier israeliano.

Mohammed bin Salman, il principe ereditario saudita (non è un’iperbole chiamarlo il leader del mondo arabo), ha presentato a Donald Trump il nuovo presidente siriano Ahmed al Sharaa: e l’americano lo ha benevolmente accolto come un figliol prodigo nella sua nuova visione di cornucopia mediorientale.

Alla conferenza Usa-Golfo il re del Bahrein, Hamad al Khalifa, ha elogiato il presidente anche per aver aperto il dialogo con...