MATERA – Al Giro d’Italia per ora Mads Pedersen non si batte. Cinque tappe e tre vittorie per il danese, al primo successo in maglia rosa. A Matera se l’è dovuta però sudare fin sulla linea: bravissimo il compagno di squadra Vacek, che l’ha accompagnato su un traguardo non ideale per Pedersen. Mezza ruota per il campione del mondo 2019 per battere il trentino Edoardo Zambanini, già 5° a Valona, che con una volata in rimonta sul rettilineo in lieve ascesa è arrivato a centimetri dal primo successo importante della carriera. Terzo Tom Pidcock. Ancora una volata, la quarta in quattro tappe in linea, la più complicata però visto il percorso nel finale, fatto di salitelle e discese, curve, rilanci. Un grande spettacolo davvero per il foltissimo pubblico lucano. In classifica tutto invariato: grazie all’abbuono Pedersen guadagna 10” su tutti e ora ha 17” su Roglic. “Sono venuto al Giro per vincere il più possibile” spiega Pedersen dopo l’arrivo, “la squadra mi ha voluto qui e loro mi pagano lo stipendio. Sono felice di ripagarli così. Ora Napoli, dove ho bellissimi ricordi”. Sul lungomare Caracciolo Pedersen vinse nel 2023.
La cronaca
Dopo un km, all’uscita da Ceglie Messapica, si anima la fuga di giornata: all’attacco vanno Giosuè Epis (Arkea-B&B Hotels), Davide Bais (Polti-VisitMalta) e Lorenzo Milesi (Movistar). Il vantaggio non sale oltre i 3 minuti. Il disegno della tappa è piuttosto monotono nella prima parte: lunghi rettilinei, senza asperità, fino a raggiungere la costa ionica. Una caduta per Magli e Pinarello, compagni alla VF Group-Bardiani Csf-Faizané. A 42 km dall’arrivo Davide Bais forza e va via con Milesi: i due si liberano così di Epis, passato primo su tutti i traguardi volanti di giornata. A quel punto il vantaggio della coppia si aggira sui 2 minuti. L’unico successo in carriera per Bais è arrivato al Giro 2023, sul traguardo di Campo Imperatore. Ancora a secco tra i pro invece il giovane Milesi, 23 anni, campione U23 della cronometro nel 2023. Il vantaggio sale e ai -30 è 2’20”, ma inizia a precipitare sulla salita di Montescaglioso. Il finale tortuoso, ma pieno di strappi e salitelle, favorisce fatalmente il gruppo che annulla l’attacco a 13 km dall’arrivo. Forcing della UAE di Ayuso nel finale, tutti i big davanti a limare tra strappetti e discese. Si finisce in volata e vince ancora, dopo Tirana e Valona, Mads Pedersen.













