Università di Bergamo in prima linea nel contrasto alle mafie e nella promozione della legalità. Mercoledì 14 maggio è stato infatti sottoscritto un protocollo di intesa con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, l’organo che svolge indagini sui cosiddetti “ecoreati” in stretta sinergia con le direzioni distrettuali antimafia per il ruolo potenziale della criminalità organizzata. Ed è la prima volta che l’organismo istituito nel 2023 e formato da 18 senatori stipula un’intesa con un ateneo.
Il ruolo dell’università di Bergamo
L’università svolgerà studi, ricerche e monitoraggio di tali fenomeni, anche mediante la raccolta di dati e informazioni, nonché di analisi delle relative implicazioni per la tutela dell’ambiente; sarà inoltre attiva in campagne di divulgazione sul tema, attraverso eventi o pubblicazioni di studi e rapporti rivolti anche al pubblico, così da agire in chiave di sensibilizzazione.
«L’idea di sottoscrivere un protocollo di intesa tra la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari e l’Università degli studi di Bergamo nasce a seguito delle intense attività di ricerca, didattica e terza missione svolte negli anni, sulla materia specifica – ha spiegato il rettore Sergio Cavalieri –. Ciò ha reso l’Ateneo orobico un riferimento assoluto in tema di ecoreati e reati agroalimentari, tanto più rilevante poiché materia assai poco oggetto di studi. Infatti, se il diritto penale ambientale è oramai un tema consolidato in molti atenei, più tiepida è invece l’attenzione verso l’agroalimentare, su cui invece l’Università di Bergamo ha importanti esperienze, ricerche in corso ed elevate professionalità».






