Roma, 17 nov. (askanews) – In Italia cresce senza sosta l’attacco delle ecomafie all’ambiente e la piaga della corruzione. Nel 2024 viene superato il muro dei 40mila reati ambientali, con ben 40.590 illeciti, +14,4% rispetto al 2023. Parliamo di una media di 111,2 reati al giorno, 4,6 ogni ora.

È quanto emerge in sintesi dal rapporto di Legambiente “Ecomafia 2025. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia” (Edizioni Ambiente), presentato oggi a Bologna, unitamente a 11 proposte per rendere più efficace la lotta ai reati contro l’ambiente. Dal 2015, anno di approvazione della legge 68 “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente”, al 2024 sono stati effettuati 21.169 controlli con 6.979 reati contestati (uno ogni 3 controlli), 12.510 persone denunciate, 556 ordinanze di custodia cautelare, 1.996 sequestri per un valore di 1,115 miliardi di euro.

Aumentano anche le persone denunciate, 37.186 (+7,8%), mentre il giro d’affari delle ecomafie vale 9,3 miliardi di euro (+0,5 miliardi rispetto al 2023) e cresce anche il numero dei clan coinvolti, 11 in più rispetto a quelli censiti nel precedente rapporto Ecomafia. Aumentano anche le inchieste sui fenomeni corruttivi negli appalti di carattere ambientale: 88 quelle censite da Legambiente dal 1° maggio 2024 al 30 aprile 2025 (+17,3% rispetto al 2023), 862 le persone denunciate (+72,4%). Si tratta di inchieste che vanno dalla realizzazione di opere pubbliche alla gestione di servizi, come quelli dei rifiuti urbani e la depurazione, passando per la concessione di autorizzazioni ambientali alle imprese. 2.907 reati fanno riferimento ai delitti ambientali introdotti nel titolo VI bis del Codice penale. Il delitto più contestato è l’inquinamento ambientale, con 1.426 casi, seguito dall’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (964 contestazioni) e dal disastro ambientale (228 reati); 771 sono le violazioni al Codice di responsabilità degli enti (art. 25, D.lgs 231/2001). 3.361 sono i procedimenti per la parte Sesta-bis del Codice dell’ambiente (D.lgs 152/06) istruiti dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto da giugno 2015 a dicembre 2024 e 8.092 le prescrizioni delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente dal 2018 al 2024, mentre sono 33 i milioni di euro di somme riscosse dal 2018 al 2023.