In Italia cresce senza sosta l’attacco delle ecomafie all’ambiente e la piaga della corruzione. È quanto mette in evidenza il nuovo rapporto di Legambiente “Ecomafia 2025. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”, presentato oggi, giovedì 10 luglio a Roma, a Palazzo San Mancuto. Tra le soluzioni delineate dall’associazione ambientalista per contrastare le illegalità ambientali e rafforzare norme e controlli, il recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, il potenziamento dei controlli ambientali e la definizione di un Piano nazionale contro l’abusivismo. «Nella lotta alla criminalità ambientale – osserva Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – l’Italia deve accelerare il passo e può farlo con l’approvazione di una riforma fondamentale molto attesa, ossia il recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente entro il 21 maggio 2026». L’edizione 2025 di Ecomafia è dedicata al 30ennale della scomparsa del Capitano di Fregata Natale De Grazia, morto tra il 12 e il 13 dicembre del 1995 mentre indagava sugli affondamenti sospetti nel Mediterraneo di navi con il loro carico di rifiuti.

Nel 2024 superato il muro dei 40mila reati ambientali