L’insonnia impatta sulla qualità di vita e sul rischio di disabilità per gli anziani. Ma bisogna fare attenzione anche al fatto che gli over-65 non eccedano con farmaci per riposare meglio. Ed occorre sempre affrontare il problema, sul fronte terapeutico, con obiettivi precisi e controllando la situazione. Perché alla fine, forse, sia l’impiego non controllato di sonniferi sia la carenza di sonno potrebbero creare traiettorie simili in termini di rischi futuri nella terza età.
A mettere in guardia è un’originale ricerca pubblicata su Sleep, che ha visto protagonisti ricercatori dell’Università della Pennsylvania e della Taipei Medical University. L’indagine, condotta su oltre 6500 persone ha dimostrato che sia in presenza di livelli più elevati di disturbi del sonno sia in chi assumeva farmaci per dormire si è osservato un rischio maggiore di disabilità l’anno successivo.
In particolare, l’aumento incrementale dei sintomi di insonnia appare associato a un rischio di “perdere colpi” in qualche aspetto della vita quotidiana pari a circa il 20% e in chi ha consumato un maggior numero di medicinali per contrastare il problema si è rivelato simile. Non solo: il cocktail tra insonnia e farmaci creerebbe un combinato disposto in grado di favorire un rischio più elevato di disabilità diurna.






