venerdì 4 settembre 20261' di letturaLa decisione della Corte di Giustizia Europea sulle divise della Polizia di Stato riaccende il dibattito sulle ingerenze sovranazionali. Il caso nasce dal ricorso di una candidata esclusa da un concorso a causa di un piccolo tatuaggio sul polpaccio, reso visibile dall'obbligo di indossare la gonna nella divisa ufficiale da cerimonia. Mettere in discussione le regole di rappresentanza dei corpi militari solleva forti perplessità su confini e competenze. Il commento di Andrea Tempestini.

BRUXELLES - La norma che vieta i tatuaggi visibili e pone l'obbligo di indossare un'uniforme specifica in base al genere nella politica di assunzione per l'accesso alle forze di…

Contestato anche l'obbligo di indossare un'uniforme specifica in base al genere (ANSA)