La morte di Ratko Mladić riporta al centro il rapporto mai risolto della Serbia con le guerre degli anni Novanta, proprio mentre il paese si avvicina a una nuova fase elettorale. Le reazioni alla scomparsa del boia di Srebrenica, la sua persistente celebrazione come eroe nazionale e la posizione delle autorità serbe mostrano quanto la memoria della guerra e il nazionalismo continuino a essere strumenti politici.

Il giornalista e attivista Marko Vidojković, in esilio dal 2023, accusa il governo Vučić: “Relativizza le atrocità degli anni Novanta e alimenta la propaganda nazionalista”

When I testified against Mladić at his trial in The Hague, I saw the unrepentant face of a mass murderer. That face and his legacy still haunt Serbia today, says Ed Vulliamy, an…