34 persone sono state arrestate o messe agli arresti domiciliari tra Sicilia e Calabria con accuse a vario titolo per aver rubato e rivenduto reperti rubati da diversi siti archeologici nelle due regioni, che in diversi casi erano poi finiti in Germania e Regno Unito. Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Roma in seguito a due indagini condotte parallelamente dalla procura di Catanzaro e da quella di Catania, che aveva cominciato a indagare nel 2021 a seguito di una denuncia di scavi clandestini al sito di Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento. Tra le accuse ci sono quelle di associazione a delinquere, di furto e ricettazione di beni culturali.

Maxi-operazione dei carabinieri tra Sicilia e Calabria

Emesse dai Tribunali di Catania e di Catanzaro

E' in corso dalle prime ore di questa mattina l'esecuzione di 56 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di far parte di…

Saccheggiavano sistematicamente importanti aree e siti archeologici per trafugare reperti da vendere sul mercato illegale. (ANSA)

Due distinte operazioni delle Direzioni distrettuali antimafia di Catanzaro e Catania hanno svelato un imponente traffico illegale di reperti archeologici ne...

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Con l'indagine Ghenos- Scylletium sequestrati 12 mila reperti (ANSA)