34 persone sono state arrestate o messe agli arresti domiciliari tra Sicilia e Calabria con accuse a vario titolo per aver rubato e rivenduto reperti rubati da diversi siti archeologici nelle due regioni, che in diversi casi erano poi finiti in Germania e Regno Unito. Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Roma in seguito a due indagini condotte parallelamente dalla procura di Catanzaro e da quella di Catania, che aveva cominciato a indagare nel 2021 a seguito di una denuncia di scavi clandestini al sito di Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento. Tra le accuse ci sono quelle di associazione a delinquere, di furto e ricettazione di beni culturali.