Il presidente del CNEL, l’ex ministro di Forza Italia Renato Brunetta, ha detto che revocherà l’aumento di stipendio che si era dato, dopo che il governo aveva contestato la sua decisione. L’aumento, reso noto per primo dal quotidiano Domani, era stato criticato sia dall’opposizione che dal centrodestra, che l’aveva ritenuto inopportuno. Brunetta ha sostenuto di essersi limitato ad applicare la sentenza della Corte costituzionale che a luglio aveva dichiarato illegittimo il limite di 240mila euro all’anno per gli stipendi dei dirigenti pubblici, ripristinando quello precedente di 311mila euro (la cifra che aveva stabilito per sé).

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