Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
7 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 21:50
“Non voglio in alcun modo che dall’applicazione legittima di una giusta sentenza della Corte costituzionale derivino strumentalizzazioni in grado di danneggiare la credibilità dell’istituzione che presiedo e, di riflesso, condizionare negativamente il dibattito politico e l’azione del governo”. Dopo una giornata di polemiche politiche, il presidente del Cnel Renato Brunetta annuncia la revoca “con effetto immediato” del provvedimento dell’Ufficio di presidenza – rivelato giovedì dal quotidiano Domani – con cui si era aumentato lo stipendio da 250mila a 311mila euro annui, sfruttando la sentenza della Consulta che ha luglio ha dichiarato incostituzionale il tetto alle retribuzioni pubbliche. L’ex ministro dice di aver preso la decisione “con senso di responsabilità e con l’intento di tutelare il prestigio del Cnel, preservando nel contempo un clima di rispetto e collaborazione tra tutte le componenti politiche, istituzionali e sociali”.
Decisiva per la marcia indietro, probabilmente, è stata l’“irritazione” di Giorgia Meloni fatta trapelare da Palazzo Chigi, in una velina – diffusa venerdì sera – secondo cui la premier ha definito la decisione “inopportuna“. Una dissociazione arrivata dopo ore di attacchi da parte delle opposizioni, che hanno battuto soprattutto sulla nota contrarietà di Brunetta al salario minimo a nove euro lordi l’ora: “Niente salario minimo, ma sono aumentati gli stipendi dei vertici Cnel e di Brunetta, i rimborsi a ministri e sottosegretari. Mentre crollano i salari reali e abbiamo tasse record. Presidente Meloni: a posto così?”, infieriva il presidente M5s Giuseppe Conte. Nicola Fratoianni di Avs ricordava come Brunetta fosse “lo stesso che si è duramente opposto al salario minimo di nove euro lordi l’ora: sono davvero senza vergogna alcuna”. affondava. Mentre il leader di Iv Matteo Renzi rivendicava: “Io volevo abolire il Cnel, Meloni invece lo ha riempito di soldi e ci ha messo alla guida il pensionato d’oro Renato Brunetta”.











