Il tribunale della sezione civile di Torino ha condannato la questura della città e il ministero dell’Interno per prassi «che impongono condizioni mortificanti e con effetti discriminatori» a chi si rivolge all’ufficio immigrazione della questura stessa per chiedere la protezione internazionale o il rinnovo del permesso di soggiorno.

L’amministrazione avrà quattro mesi per adeguarsi e dovrà pagare le spese processuali.

Dopo la bocciatura del tribunale che ha definito «discriminatorie» le file davanti all’ufficio stranieri, Siulp e Siap difendono la questura condannata