“Buongiorno, Italia”. Con una racchetta in mano che ha cantato, e come se ha cantato. Jannik Sinner suona la sveglia quando sono da poco passate le 8. Sorride la volpe rossa delle Alpi dopo aver detronizzato Novak Djokovic in una notte magica, italianissima, che si è fatta l’alba di una nuova era del tennis azzurro. Un’alba che entra dritta nel pantheon dello sport di casa nostra. Dritti e rovesci che addolciscono il caffellatte. È iniziato tutto alle 4.45, un teleschermo acceso a rischiarare le tenebre. “Chi c’è?”, si chiedono in tanti su Twitter in una notte fonda che ora si affianca a mitologiche tirate per le lunghe o sveglie piazzate a orari improbabili che si raccontano da decenni.

L’Italia-Germania 4-3 di Messico 1970, semplicemente la Partita del Secolo che tenne incollati milioni di italiani alla telecronaca di Nando Martellini. Una notte magica, come quelle di Italia ’90 consacrate dalle note di Edoardo Bennato e Gianna Nannini che erano più sere, in fondo, ma capaci di cadenzare il ritmo del Paese intero. Alla Alberto Tomba a Calgary 1988, quando si fermò perfino il Festival di Sanremo. Meno comodi gli ori dei nuotatori Domenico Fioravanti e Massimiliano Rosolino alle Olimpiadi di Sidney 2000, ancora Australia, terra di canguri e balzi in avanti dello sport italiano. Splash and smash.