Il predestinato è definitivamente 'sbocciato' andando oltre il sogno dopo una maratona iniziata in salita, fatta di sofferenza, speranza ed emozione trasformata poi in gioia profonda e silenziosa. Agli Australian Open Jannik Sinner ha raggiunto la vetta, probabilmente la prima di una lunga serie, passando dallo sprofondo di due set a zero all’estasi della prima vittoria Slam al quinto, dopo una rimonta che soltanto i campioni sono in grado di modellare. In una finale spettacolare, per intensità emotiva e qualità dei colpi, l'altoatesino prima subisce la perfezione di Daniil Medvedev, complice anche una certa emozione e tensione dell'azzurro alla sua 'prima volta', e poi risale la corrente con la dote che più lo caratterizza, ovvero la calma e la pazienza aspettando che la tempesta, esterna ed interna, finisca. Alla fine a galleggiare in acque limpide e gettarsi a terra a pancia in su come un naufrago che ha appena raggiunto la terra promessa è lui, il 'rosso' indomabile, capace di vincere con il punteggio di 3-6 3-6 6-4 6-4 6-3 dopo 3 ore e 45' di battaglia fisica e psicologica, lanciarsi in un sorriso gonfio di orgoglio e andare ad abbracciare tutto il suo staff con cui ha costruito questo capolavoro.