“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”. È una delle più citate riflessioni del giudice Giovanni Falcone che suggeriva lo studio e la comprensione di ‘questi fatti umani’. Le inchieste giudiziarie, i processi ricostruiscono i fatti e perseguono i reati con le sentenze. Ma c’è un passo in più da fare: studiare scientificamente le mafie per comprenderne la visione d’insieme e la complessità dei fenomeni criminali organizzati, non estranei alla società italiana, e contribuire così alla loro fine.

Risponde anche a questo bisogno “Sisma”, la neonata Società italiana di studi su Mafie e Antimafia, presieduta dal sociologo Nando dalla Chiesa. La finalità come riporta lo statuto è anche quella “di sostenere la crescita di competenze scientifiche e di qualificate attività formative in scuole, amministrazioni pubbliche, ordini professionali e associazioni. In tal senso essa costruisce forme di interazione e scambio per la prevenzione e il contrasto del fenomeno mafioso, in Italia e all’estero”. E non solo. Un altro punto fondamentale è “promuovere il ruolo di questi studi nel mondo accademico e in ogni opportuna sede istituzionale e politica, al fine di garantire al Paese il patrimonio di conoscenze e sensibilità di cui esso necessita per fronteggiare adeguatamente il pericolo mafioso”.