di Leonardo Botta
Nel paese di Guelfi e Ghibellini, Montecchi e Capuleti, Rossi e Neri (ma soprattutto, ahinoi, di followers, fancazzisti e, peggio ancora, di tanti analfabeti funzionali), capita di accapigliarsi per il dilemma che Elio e le storie tese, dalla terra dei cachi, intonerebbero con un irriverente “Presepe sì, presepe no…”.
C’era da aspettarsi che, con l’ascesa al potere del destra-centro italiano, la rivendicazione delle ‘gloriose’ tradizioni italiane avrebbe conosciuto una rapida escalation. A cominciare, manco a dirlo, dai simboli cristiani. È infatti di questi giorni la proposta di legge della senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni dal titolo “Rispetto e tutela delle tradizioni religiose italiane”. L’articolo 1 della norma impegnerebbe lo Stato a trattare le tradizioni e le festività cristiane come “espressione più autentica e profonda dell’identità del popolo italiano”, mentre l’art. 2 imporrebbe agli istituti scolastici di accettare qualunque iniziativa, proposta “da genitori, studenti o componenti di organi scolastici”, volta a “perpetuare le tradizionali celebrazioni legate al Natale e alla Pasqua cristiana”.
Presepe a scuola: una proposta di legge di FdI per imporlo, previste sanzioni per i dirigenti. Sindacati: “La scuola è laica”






