Premessa: credo di essere ateo ma coltivo da anni una passione per il presepe. Ne colleziono tanti. Alcuni restano in bella mostra tutto l’anno nel mio studio, altri li “tiro fuori dal cassetto” in questo tempo. Qualcuno si chiederà: perché?
Perché il presepe è una forma d’arte che ha attraversato i secoli ed è stato rappresentato da Giotto a Gaudì fino ad Haring.
Il disegno di legge presentato al Senato dal partito di Giorgia Meloni, per sanzionare i presidi che acconsentono alla rimozione del presepe, è folle così come trovo assurdi quei dirigenti scolastici che vietano il presepe in nome dell’inclusione di chi appartiene ad altre religioni o non crede.
Come spesso accade la politica banalizza e strumentalizza le questioni a proprio uso e consumo. La questione, semmai, è un’altra: cos’è il presepe? Che senso ha farlo in una scuola?
Prima risposta: il presepe è un’espressione culturale e artistica, nato esattamente 800 anni fa a Greccio, grazie a San Francesco che lo fece realizzare per rappresentare dal vivo quanto era avvenuto a Betlemme. Da allora in molte località europee, nel 1300, con cerimonie pubbliche si ricordava la nascita di Gesù. Sappiamo, ad esempio, che il 6 gennaio a Friburgo, in Germania, c’erano manifestazioni per celebrare i Re Magi.
