Il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, al centro dell’inchiesta del Fatto Quotidiano sui cachet d’oro, da giorni accusa il nostro collega Thomas Mackinson di minacce, estorsione e di aver orchestrato nei suoi confronti una “campagna con altri fini”. Ha addirittura deciso di rispolverare una vicenda archiviata, una lite tra il nostro collega e il suo ex-editore risalente a molti anni fa e per la quale Mackinson non è nemmeno mai stato indagato. E sui social gli ha anche dedicato un lungo video dai toni gravemente diffamatori. I comitati di redazione e le assemblee dei giornalisti del Fatto Quotidiano e del Fattoquotidiano.it condannano con forza il tentativo inaccettabile di intimorire il collega Thomas Mackinson, “reo” – se così si può dire – di aver pubblicato una notizia di chiaro interesse pubblico che riguarda un esponente di spicco del governo. Riteniamo altrettanto intollerabile che questa campagna denigratoria a danno di un cronista abbia trovato spazio sulla prima pagina de Il Giornale, quotidiano che abbiamo in passato conosciuto per il cosiddetto “metodo Boffo” e che si è prestato a una operazione che costituisce un pericoloso precedente per la libertà di stampa e per il ruolo dell’informazione nel nostro Paese.
Caso Sgarbi, la solidarietà dei cdr de Il Fatto Quotidiano all'autore dell'inchiesta: "Campagna denigratoria intollerabile" - Il Fatto Quotidiano
Il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, al centro dell’inchiesta del Fatto Quotidiano sui cachet d’oro, da giorni accusa il nostro collega Thomas Mackinson di minacce, estorsione e di aver orchestrato nei suoi confronti una “campagna con altri fini”. Ha addirittura deciso di rispolverare una vicenda archiviata, una lite tra il nostro collega e il suo …






