I bassi ascolti agitano i vertici Rai. Quella che ora tutti chiamano “TeleMeloni” si ritrova a fare i conti dopo mesi di polemiche e cambiamenti radicali. Troppo presto per le sentenze definitive, in un palinsesto ancora incompleto, ma con segnali fin troppo chiari per essere ignorati. “Ho profondo rispetto dei giornalisti, stima dei critici televisivi, ma trovo pigro quel giornalismo che racconta la Rai con morbosità, trovo piccine le cattiverie di chi si esercita nel parlar male dell’azienda in cui lavora. Ci sono quotidiani che ormai copiano altri quotidiani pur di irriderla e che si esercitano nel tiro al piattello Rai”, spiega Giampaolo Rossi al Foglio. Direttore Generale del servizio pubblico, l’uomo che per Giorgia Meloni si occupa della televisione.

A Viale Mazzini il clima è rovente, i dati agitano i vertici e favoriscono articoli critici, gli stessi che la stampa riservava alle precedenti governance. Non secondo Rossi, che pure l’azienda la conosce bene da anni e dall’interno: “La Rai scatena la fantasia di chi dice ‘vendiamola’ quando l’interesse di tutti dovrebbe essere farla sopravvivere. Di sicuro è l’interesse di chi la guida adesso, di un amministratore delegato straordinario, di un gruppo di lavoro che ci sta provando malgrado una Rai ereditata che è da brividi, malgrado le critiche feroci, il più delle volte, dispiace dirlo, interessate”.