È scomparsa dallo scorso 3 agosto, dopo che aveva raggiunto i territori occupati dai russi per scrivere un reportage: da allora, nessuna notizia. A lanciare l’allarme per la sorte della giornalista freelance ucraina Victoria Roshchyna è stato, il 4 ottobre, l’International Women’s Media Foundation (Iwmf). “Siamo estremamente preoccupati per la sua sicurezza, chiediamo l’attenzione internazionale su questo caso”, ha dichiarato l’organizzazione in difesa delle giornaliste donne e non-binary. Il timore dell’Iwmf è che la reporter sia detenuta in un carcere russo, senza che nessuno sappia cosa le stiano sfacendo.
Giornalista pluripremiata, la 26enne Roshchyna da anni svolge inchieste su criminalità e diritti umani, lavorando per media indipendenti come Ukrainska Pravda e Radio Free Europe. Quando cominciò la cosiddetta ‘operazione militare speciale’ lavorava per la testata Hromadske: mentre la sua città natale, Zaporizhzhia, era sotto il fuoco dell’artiglieria e milioni di persone fuggivano dal Paese, la reporter continuava a dare notizie sulla guerra. Già nel 2022 fu catturata dai russi per ben due volte. La prima nel mese di marzo, all’inizio dell’invasione, quando fu tenuta prigioniera per dieci giorni a Berdyansk. Dopo essere stata rilasciata, tornò a Zaporizhzhia per continuare a informare sulla guerra: per i suoi reportage sull’invasione e sulle brutalità compiute dai russi, l’Iwmf le conferì, sempre nel 2022, il premio Courage in Journalism.






