Aumentano i divari sociali. L’insieme di schock energetico e aumento dei prezzi renderà sempre più difficile la vita per le famiglie che, pur appartenendo ad un ceto medio, riusciranno con più fatica a pagare tutte le spese mensili. Continuerà a non soffrire una piccola parte della popolazione, quel 20% più ricco che non viene toccato dalla crisi.
L’allarme “bomba sociale” viene trattato dalla ricerca di Assirm e Confindustria Intelect dedicata alla condizioni economiche delle famiglie, realizzata con 1.005 interviste a famiglie su tutto il territorio nazionale (la rilevazione è stata realizzata dal 12 al 14 settembre 2022).
Dall’indagine emerge che il consumatore finale potrebbe trovarsi di fronte alla drammatica scelta su cosa pagare prioritariamente: bollette, alimenti, affitto. E sullo sfondo ci potrebbe essere una nuova “ondata” di npl bancari, con conseguente crisi degli istituti di credito.
Lo studio fotografa un sentiment di preoccupazione e incertezza sul futuro, trasversale e piuttosto omogeneo nel Paese. Parlando della ripresa economica, un terzo del campione (33% delle famiglie) prevede che avverrà dopo il 2024 e una quota altrettanto ampia non si sente in grado di esprimere una valutazione (36%). Solo il 16% la immagina nel corso 2023, dunque le famiglie percepiscono una situazione di incertezza persistente.






