Le politiche europee per la sostenibilità mettono a rischio la filiera dell’allevamento bovino in Italia, che vale oltre 6 miliardi di euro, senza sapere che il sistema italiano è già a emissioni zero. A lanciare l’allarme è Assocarni, nel corso di un convegno organizzato in collaborazione con Coldiretti: «Le politiche che arrivano da Bruxelles - ha detto il presidente di Assocarni, Luigi Scordamaglia - sembrano voler andare verso lo smantellamento della produzione e dell’allevamento, con rischi non solo per chi lavora nelle filiere, ma anche in termini di sicurezza alimentare, condannando l’Italia alla dipendenza da Paesi terzi che producono con standard meno elevati dei nostri anche dal punto di vista ambientale».
Secondo i dati presentati al convegno, l’Italia già oggi è tra i Paesi più virtuosi al mondo in termini di bilancio delle emissioni: secondo l’Ispra le emissioni prodotte dagli allevamenti rappresentano solo il 5% del totale e sono scese del 10% negli ultimi 10 anni. A questo va aggiunto l’aumento di sequestro di carbonio compiuto dalle aree nelle quali si pratica l’allevamento: secondo le nuove metriche, quindi, il saldo dell’allevamento bovino è in negativo. «Bisogna lavorare per dare la giusta informazione su tutto quello che riguarda la zootecnia - ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini - che è bersaglio di politiche europee sbagliate a partire dalla proposta della Commissione di revisione della direttiva sulle emissioni, che mira da equiparare gli allevamenti di bovini a una fabbrica».
