Il fronte caldissimo del rinnovo degli ammortizzatori sociali. Che i settori più colpiti dal caro energia chiedono a gran voce. La conferma per le imprese manifatturiere degli incentivi del piano Transizione 4.0. Come pure la strategia nella lotta al Covid con il virus che potrebbe rialzare nuovamente la testa in autunno. E ancora, la riforma del fisco partendo dai tasselli che creano meno divisioni all’interno della coalizione. Le cui soluzioni paiono, in parte, divergere anche su un altro tema che ha tenuto banco durante la campagna elettorale: il restyling del reddito di cittadinanza. Su cui la leader di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni, vincitrice di questa tornata elettorale, ha idee chiarissime e non completamente allineate a quelle dei suoi alleati.

Priorità caro bollette

Sono tante le partite che il nuovo Governo si troverà ad affrontare. E la priorità è rappresentata ancora dal caro bollette che, come ha spiegato più volte la leader di Fratelli d’Italia, «riduce il potere d’acquisto e fa aumentare i costi di produzione e inflazione». Su questo fronte, dunque, insieme al sostegno al lavoro e a ulteriori aiuti per le famiglie, a partire dal potenziamento dell’assegno unico, Meloni, se sarà premier, concentrerà le prime mosse. Consapevole che il governo uscente lascia sul tavolo alcune partite da portare rapidamente a traguardo, a cominciare dal rinnovo dei crediti d’imposta per le imprese, contenuti nel decreto Aiuti ter, che dovranno essere estesi anche all’ultimo mese dell’anno. E che si configureranno come un primo banco di prova per testare la capacità di reazione alla crisi energetica in atto della nuova maggioranza di governo. Chiamata altresì ad assicurare, con tempi particolarmente stretti per via del cronoprogramma collegato alla formazione delle nuove Camere, la conversione dello stesso provvedimento. Dove potrebbero trovare spazio ulteriori puntelli per alleggerire l’impatto dei rincari su famiglie e imprese.