Con un saldo negativo per oltre 2 miliardi a giugno sono i fondi comuni a tingere di rosso la raccolta del risparmio gestito in Italia. Il mese si è infatti concluso con un saldo complessivo di -1,2 miliardi, in linea con quello di maggio, ma determinato da deflussi differenti. C’è stata infatti un’ inversione di rotta dei fondi, dunque, che per il secondo mese consecutivo dal marzo 2020 hanno svoltato in negativo, mentre le gestioni di portafoglio a giugno hanno recuperato molto terreno, passando da una raccolta negativa di 1,2 miliardi registrata a maggio a quella attuale pari a +239 milioni, grazie ai mandati istituzionali.

Significativa anche la limatura delle masse, scese a 2.278 miliardi. In questo caso l’effetto mercato combinato ai deflussi ha influito sul totale con una perdita stimata mensile del 2,6 per cento. In calo rispetto a maggio la percentuale che fa capo alle gestioni collettive (da 53,1 a 52,4 per cento, mentre è salita dal 46,9 al 47,6 la parte controllata dalle gestioni di portafoglio.

I fondi

Anche a giugno i fondi obbligazionari sono stati affondati dai riscatti (-3,4 miliardi) e sono stati loro ad affossare l’intero segmento. Nonostante la fase di mercato difficile, infatti, i sottoscrittori hanno continuato ad acquistare i prodotti azionari che hanno incassato 1,3 miliardi, circa la metà rispetto a maggio, ma pur sempre un dato che mostra il mantenimento dell’impostazione positiva dei prodotti specializzati sull’equity. L’aumento dei tassi di interesse ha accresciuto l’interesse per i fondi monetari, positivi per 792 milioni, mentre gli investitori continuano a prendere le distanze dai flessibili, negativi per 941 milioni.