La possibilità è rivolta ai liberi professionisti (nei quali rientrano, appunto, i «digital nomad»), ma anche a chi è pronto a fare armi e bagagli per la Grecia avendo ottenuto in loco una “nuova posizione lavorativa”. Scendendo nel dettaglio (fiscale), chi trasferisce la propria residenza fiscale nel Paese ellenico è esentato dal pagamento dell’imposta sul reddito e della tassa di solidarietà sul 50% del suo reddito da lavoro dipendente o freelance di fonte greca; mentre qualsiasi altro reddito di fonte greca ed estera viene tassato secondo le aliquote fiscali generali (con il diritto di ricevere un credito d’imposta estera per le tasse pagate all’estero a certe condizioni ecc). Inoltre, è prevista l’esenzione dell’applicazione delle tasse locali sul reddito annuale figurativo derivante dalla proprietà o dal possesso di una residenza o di un veicolo ad uso privato.
Fare smart working da un’isola greca (con le tasse ridotte alla metà): ecco come si fa
Il Paese ellenico nel dicembre scorso ha varato una legge per incentivare il trasferimento di stranieri e per far rientrare i cervelli in fuga. Per 7 anni tasse al 50%






