Vorremmo non sentir parlare di questa guerra che ci fa stare male psicologicamente. Allo stesso tempo andiamo ad accedere compulsivamente ai siti che ne parlano e ascoltiamo i telegiornali fino a mezzanotte per poi riprendere febbrilmente la mattina presto. Se leggiamo i principali giornali italiani è tutto un inneggiare alla resistenza ucraina e alla necessità di portare aiuto militare. Le notizie sulle testate locali paiono filtrate e molto di parte. L’auspicio prevalente è che bisogna uccidere Putin oppure distruggere l’economia russa per mandare sul lastrico la popolazione che, a quel punto, si ribellerà.

A questo punto sorge spontanea una domanda: sapendo che noi vogliamo il loro annientamento, i nemici andranno fino in fondo? Quel che ci è stato comunicato finora è che dichiarano esplicitamente di usare l’arma nucleare qualora si sentissero in pericolo. Le ragioni della guerra, dunque, stanno prevalendo. Coloro che parlano di pace in Italia sono zittiti o peggio considerati “amici di Putin”, dei miserabili traditori, fautori di un “pensiero complesso” fuori luogo. La situazione al contrario viene descritta “semplice” fino ad arrivare alla conclusione sempliciotta: distruggiamo la Russia e Putin. Peccato che in questo modo si arrivi a una guerra nucleare dove tutti faremo la nostra “semplice dipartita”.