“Non possiamo vivere di rendita”. Giuseppe Conte ha aperto i lavori del primo incontro dei comitati M5s parlando della linea politica del Movimento. Un segnale che, a votazioni in corso sulla sua leadership edopo gli annunci contro l’aumento delle spese militari, non passerà inosservato nella maggioranza (e non solo). “La spinta innovatrice espressa dal M5s non ha nulla di paragonabile rispetto alle altre forze nell’ambito del panorama politico italiano”, ha detto l’ex premier. “Noi non siamo disponibili ad ‘accomodarci’. E certo la politica non consente rendite. Lavorare per i cittadini è un impegno costante che si deve rinnovare ogni giorno. Ricordo sempre le parole di chi dice che in politica si viene ricordati non per quello che si è fatto, ma per quello che si poteva e si doveva fare e non si è fatto”. Quindi, parlando della guerra in Ucraina, ha ribadito: “Adesso c’è un’emergenza energetica, le posizioni che stiamo assumendo sono chiare, non ci lasciamo distrarre dai media e dalla stampa che dicono che abbiamo cambiato idea, la nostra posizione è lineare. Andiamo avanti”.

Dopo mesi di tensioni e difficoltà, Conte cerca di far partire la sua riorganizzazione del Movimento. In attesa di sapere il risultato della sua nuova investitura, diventata necessaria dopo il congelamento dell’elezione da parte del tribunale di Napoli, ha deciso di organizzare un primo confronto con gli organi istituiti a dicembre scorso. I 17 comitati M5s sono proprio una creazione voluta da Conte: divisi su base tematica (da Salute a Istruzione e rapporti territoriali), coinvolgono eletti e principali esponenti del Movimento. Inaugurando il primo raduno, il leader M5s ha innanzitutto chiesto ai suoi una maggiore “fiducia”: “Non permetteremo più a nessuno che si parli male di noi”, ha detto, “ma noi per primi dobbiamo volerci bene. Volersi bene vuol dire parlarsi e confrontarsi con sincerità. Significa avere piena fiducia reciproca, e quando parleremo tra noi senza avvertire la necessità di trasmettere fuori frammenti di discorso, saremo pienamente maturi e potremo anche all’occorrenza anche litigare perché la politica è anche conflitto, confronto duro, l’importante è che tutti si tenda al bene comune, senza personalismi, che deve essere la sintesi superiore”.