Pochi minuti dopo la mezzanotte, i telefoni cellulari degli abitanti di Vilnius e dei distretti limitrofi di Trakai ed Elektrėnai hanno vibrato all’unisono. Sullo schermo è apparso un avviso giallo del sistema nazionale per le emergenze: possibile drone in rotta non autorizzata, invito immediato a mettersi al riparo e raccomandazione di non avvicinarsi ad alcun oggetto sospetto.

In contemporanea, sulla pista della base aerea di Šiauliai, due Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare italiana hanno acceso i motori per un decollo di massima urgenza (scramble). Secondo il Centro nazionale lituano per la gestione delle crisi, il velivolo senza pilota ha violato lo spazio aereo di Vilnius dopo aver attraversato il confine con la Bielorussia.

Il drone ha sorvolato l’area di Lentvaris, nel distretto di Trakai, proseguendo verso ovest. Sotto il coordinamento del Combined Air Operations Centre della NATO di Uedem (Germania), la traccia è stata agganciata dai radar e seguita dai caccia italiani. Alle 00:20 del 15 settembre: gli Eurofighter hanno aperto il fuoco, neutralizzando il bersaglio nei cieli sopra il villaggio di Pratkūnai, nel distretto di Kaišiadorys, in una zona compresa tra la capitale e Kaunas.