I leader mondiali si dividono sul futuro dell’Intelligenza Artificiale. Se Donald Trump respinge fermamente l’idea di un freno allo sviluppo per garantire la supremazia tecnologica degli Stati Uniti, la Cina adotta una strategia a “doppio binario”: rigetta le pressioni esterne sul rallentamento bollandole come geopolitica occidentale, ma lancia l’allarme sulla sicurezza interna e ipotizza controlli più stringenti per evitare derive ideologiche. In questo scenario, il Canada si fa portavoce dei timori dei colossi tech, invocando la nascita urgente di un organismo regolatore sovranazionale.
“È in atto una cospirazione malata contro l’Ai e i data center – afferma sul suo social Truth il presidente degli Stati Uniti con il consueto equilibrio e e la pacatezza di toni che ne contraddistingue l’eloquio -. L’unico controllo o ‘guardrail’ di cui l’intelligenza artificiale ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato!), e gli Usa ce l’hanno, eccomi!”. “L’amministrazione Trump ha impedito a certi ‘personaggi’ dell’Ai di compiere azioni dannose o potenzialmente tali, come Dario (Amodei, ndr, di Anthropic!), che ora finge di essere un ‘angioletto perfetto‘ e continueremo a farlo! Disponiamo già di enormi poteri sanzionatori e normativi su queste aziende!”, assicura il presidente. Secondo Trump “è in atto una cospirazione malata contro l’Ai e i data center, e l’unico Paese a rallegrarsene è la Cina. Chi vince la sfida dell’intelligenza artificiale vince tutto! Siamo in vantaggio sulla Cina e su tutti gli altri, e continueremo a esserlo. Teorici del complotto, cospiratori, traditori e responsabili di fughe di notizie: state in guardia!”, conclude il tycoon.











