La decisione arriva dopo giorni di polemiche e le minacce nei confronti dei due registi. Il capo di Stato maggiore ha annunciato che verrrà usato «ogni strumento a disposizione» per proteggere i soldati

Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, ha ordinato una revisione legale e un’indagine sulla presunta divulgazione non autorizzata di «materiale classificato» utilizzato nella realizzazione del film Naza, diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor e incentrato sull’uccisione di massa dei palestinesi. Lo riferisce l’Idf in una nota. Secondo Zamir, il film «distorce deliberatamente la realtà» con l’obiettivo di minare la «legittimità dell’esercito e dello Stato di Israele».

Il tenente ha quindi disposto la creazione di un team interagenzia e multidisciplinare, guidato dal capo della Direzione della Pianificazione, incaricato di elaborare una risposta alle accuse mosse nel film. In precedenza, il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar aveva annunciato sui social l’intenzione di promuovere un’iniziativa per «revocare la cittadinanza» ai due registi. Anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir aveva criticato duramente la pellicola, definendola su X un «danno collaterale, diretto contro il popolo d’Israele».