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Chiara Barison

L’ex presidente: «Se fossi candidato sarebbe uno dei miei temi centrali». E indica sicurezza, lavoro e regole. Trump invece punta sulla corsa con la Cina

Barack Obama non si considera né un pessimista convinto che l’intelligenza artificiale porterà alla catastrofe, né un sostenitore dello sviluppo senza freni. Ma avverte: se non riusciremo a governarla, l’AI «si sta muovendo molto velocemente tra le mani dei privati e può essere pericolosa». Al contrario, se invece riusciremo a farlo, «può essere benefica». È questo il messaggio lanciato dall’ex presidente americano durante una raccolta fondi privata a New York, a porte chiuse, insieme al leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries. In un intervento piuttosto netto, Obama ha indicato nell’intelligenza artificiale una delle questioni che dovrebbero essere al centro della politica americana.

«Se fossi candidato alla presidenza, questo sarebbe uno dei miei temi centrali», ha detto. E ha spiegato quale dovrebbe essere l’agenda: sicurezza, tutela dei bambini e soprattutto lavoro. «Che cosa significa se ci sarà una perdita di posti di lavoro? Dove colpirà? Come risponderemo? Ci saranno limiti alla quantità di posti che possono essere sostituiti?». E ancora: che cosa succederà al sistema di protezione sociale se un numero crescente di persone non riuscirà più a trovare un impiego a tempo pieno perché diventata «ridondante», quindi sostituibile dalle macchine?