Donald Trump non vuole frenare sull’intelligenza artificiale. «Possiamo introdurre delle misure di salvaguardia, possiamo fare questo e quello, ma credo che ci siano molte forze negative a sollevare la questione, tirando in ballo cose che non accadranno», ha detto il tycoon, facendo cadere nel vuoto l'ultimo allarme di Dario Amodei di Anthropic sull'IA: si sta sviluppando a un ritmo «esponenziale» e, senza un rallentamento, nel giro di 6-12 mesi, potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti capaci di prendere il controllo dell'intero Internet.

Uno scenario da Matrix a cui il presidente americano, dal suo golf club irlandese di Doonbeg, ha replicato che gli Usa sono «in vantaggio rispetto alla Cina nell'IA. Siamo il Paese più avanzato al mondo. E francamente, voglio che resti così, perché chi vince la sfida dell'IA, vince tutto», ha aggiunto Trump, rivendicando la paternità dell'espressione: «L'ho coniata io ed è vera, chi vince prende tutto». Dunque, la corsa per la supremazia tecnologica, a partire dall'IA, non ammette pause nell'aspro confronto con il Dragone.

Eppure, appena sabato, Amodei ha lanciato sul suo blog l'appello per "rallentare" a livello globale il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati dell'IA per motivi di sicurezza: «I progressi sembreranno comunque rapidi e dovremo fare un uso saggio del tempo che guadagneremo», ha scritto.