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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto l’appello di alcuni importanti dirigenti di aziende di intelligenza artificiale (AI), che chiedevano più regole e controlli nello sviluppo dei loro prodotti. «Possiamo mettere dei sistemi di sicurezza, possiamo fare questo e quello, ma penso che ci siano molte forze negative che sollevano la questione e che non dovrebbero sollevarla, e tirano fuori cose che non succederanno», ha detto domenica, facendo capire di non credere alle preoccupazioni sull’AI.

Se gli Stati Uniti imponessero una regolamentazione allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ha detto Trump, il rischio è che la Cina possa superare gli Stati Uniti nello sviluppo di questa tecnologia: «Siamo davanti alla Cina nell’AI, e sinceramente voglio che la situazione rimanga così, perché chiunque vinca nell’AI, vince».

In questo modo Trump ha ribadito un’idea piuttosto diffusa negli Stati Uniti secondo cui sarebbe in corso una “corsa all’AI” con la Cina, l’unico altro paese che dispone di aziende avanzate nel settore, per arrivare primi nello sviluppo della tecnologia e potervi così esercitare un qualche tipo di controllo ed estrarne i presunti benefici. È un concetto fumoso, sia perché nessuno ha davvero capito al momento cosa significhi vincere nell’intelligenza artificiale, né se davvero ci siano dei vantaggi nell’arrivare primi. Soprattutto considerando i possibili rischi di sviluppare l’AI senza sufficienti garanzie di sicurezza.