Nessuno dei passeggeri è rimasto ferito. Ma oggi, dopo le reazioni arrivate da Bruxelles, Parigi e Varsavia, l’attacco viene letto come un possibile nuovo segnale di pressione russa nei confronti dell’Europa.

14 set. - (Adnkronos)

A un giorno dall’attacco russo in Ucraina che ha colpito un treno passeggeri a circa due chilometri dal confine con la Polonia, cresce la preoccupazione per l''escalation' della Russia. Il raid, avvenuto nei pressi di Yahodyn, assume un peso particolare perché si è verificato pochi minuti dopo il passaggio di un convoglio diplomatico sul quale viaggiavano l’ex premier britannico Boris Johnson, l’ex primo ministro svedese Carl Bildt e diversi consiglieri per la sicurezza europei.

Ma c’è un dettaglio che rende l’episodio ancora più sensibile: nella stazione, al momento dell’attacco, si trovava anche David Petraeus, ex direttore della CIA, in Ucraina per partecipare alla Yalta European Strategy, lo stesso forum che aveva portato a Kiev anche Johnson e Bildt. Al momento del raid, secondo Ukrzaliznytsia, l’ex capo della CIA era però su un altro treno, fermo alla stazione di Yahodyn.

Petraeus ha raccontato al New York Times di aver sentito i droni avvicinarsi e poi l’esplosione, definendo quei momenti "terrificanti". "Per chi non è mai stato sotto il fuoco nemico, è stato terrificante... Questo è l'atto di un leader veramente barbaro che cerca di terrorizzare i civili ucraini", ha detto.